LETTA: “MORIRE PER L’EURO”: LA POTENTE SPALLATA DI BILDERBERG ALLA PRIMAVERA ITALIANA
26/04/2013
Il secondo più giovane presidente del consiglio della Storia d’Italia (il più giovane fu Goria a 39 anni) è solo in apparenza un momento di rottura e di novità; in realtà incarna l’ultima, abilissima, operazione di marketing che la gerontocrazia bancaria ha escogitato per fiaccare sul nascere la Primavera Italiana.
Chi, nel guardare il volto inusitatamente (per l’Italia) giovane del presidente del consiglio incaricato, si sia per un attimo fatto trasportare dalla convinzione di una diversione rispetto ad un passato fatto di occupazione dell’italico potere da parte di ottuagenari ben collegati al potere bancario, si tranquillizzi: Enrico Letta altri non è che il cuccioletto che i poteri forti stanno allevando ormai da anni, per affidargli un ruolo di guardia e di garanzia a perenne assicurazione della fedeltà alle banche e alle lobby finanziarie del nostro povero e brutalizzato Paese..
Allievo della scuola economica di Andreatta (padre della riforma monetaria che gettò il debito pubblico italiano nelle grinfie della vorace speculazione internazionale, raddoppiandolo in rapporto al pil nel giro di pochi anni) nonché discepolo di Prodi (il quale, assieme a Draghi, ha partorito la deregulation bancaria del 1999, che consentì alle banche di comportarsi nei mercati come in delle vere e proprie bische, con i denari dei risparmiatori); di Prodi fu anche sottosegretario alla Presidenza del consiglio.
Letta nipote è inoltre membro di organismi di area Rockefeller ( Aspen Institute, Trilateral Commission), nonché frequentatore della loggia Bilderberg, ossia dei fari illuminanti della globalizzazione.
Coerentemente con questa linea di ingegneria finanziaria e sociale, Enrico Letta, già membro della commissione per l’Euro 1994-1997, scrisse persino un libro intitolato: “Euro sì. Morire per Maastricht”, Laterza 1997, in cui afferma che vale la pena di morire per l’Euro e Maastricht come nel 1939 valeva la pena di “morire per la Polonia” e che …non c’è un Paese che abbia, come l’Italia, tanto da guadagnare nella costruzione di … una moneta unica….” e…”abbiamo moltissimi imprenditori piccoli e medi che … quando davanti ai loro occhi si spalancherà il grandissimo mercato europeo, sarà come invitarli a una vendemmia in campagna. E’ impossibile che non abbiano successo…il mercato della …moneta unica sarà una buona scuola. Ci troveremo bene… .
Delle due l’una: Letta, come economista e come partecipe delle istituzioni di ambito monetario, o non capiva dove si stava andando – e allora è un pessimo economista – oppure voleva che le cose andassero così – e allora era – ed è tuttora – in palese conflitto di interessi con l’intera nazione.
In realtà, egli non solo sapeva perfettamente (guardandosi bene dall’informarne i suo connazionali) a cosa si stava realmente andando incontro con Maastricht, (blocco dei cambi, vincoli di bilancio, deregulation bancaria) non lanciando al suo Paese alcun allarme, ma ha sempre spinto in quella direzione, e ha professato un’obbedienza rigida, fino alla morte, verso quelle illuminate riforme che, con ogni probabilità, ha anche contribuito a pianificare.
La sintesi ultima del passaggio storico che sta vivendo l’Italia sembra quindi essere crudelmente chiara: i poteri forti, anzi, fortissimi, hanno reagito rabbiosamente alla legittima istanza di “ripresa del potere democratico” , che il Popolo Italiano ha avanzato con il recente esito delle urne, consorziando al vertice politico italiano forze fino a pochi giorni prima, a loro dire, “incompatibili”, che finalmente si rivelano per ciò che sono: presidi di potere che le lobby finanziarie hanno abilmente costruito, nel corso dell’ultimo ventennio, per illudere gli italiani di ogni orientamento politico di poter influire con il proprio voto sulla conduzione del Paese.
Che si dichiarino, “democratici”, “rottamatori” o berlusconiani, una volta graffiata via la patina di superficie è lecito attendersi di rinvenire sotto di essa le stesse facce: quella di Rockfeller, di Rotschild e degli altri intoccabili membri della lobby bancaria che sta – scrupolosamente – attuando l’ormai annoso disegno di impoverire ogni oltre limite gli individui e le famiglie, allo scopo di dividerli e dominarli sempre meglio e sempre di più.
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