Allarme del leader Cinque Stelle dopo che la polizia postale si è presentata nello studio di Casaleggio alla ricerca si prove sul "vilipendio" del presidente della Repubblica attribuito a un gruppo di commentatori. Ci sono già diversi precedenti di blogger condannati per le affermazioni dei loro utenti, il più recente a Varese
“Se ci
chiudono il blog resteremo senza informazione, non lo hanno fatto neanche in Cina”. Lo ha detto
Beppe Grillo in un comizio a Barletta, come riporta l’agenzia Ansa, dopo aver parlato di un intervento della polizia postale “nell’ufficio di
Casaleggio” per cercare prove del “
vilipendio al Capo dello Stato Giorgio Napolitano”. Le offese al centro delle indagini sarebbero comparse sul sito nel maggio 2012 e i presunti responsabili, iscritti nel registro degli indagati sono 22. Il ministro della Giustizia
Cancellieri ha concesso pochi giorni fa alla procura di Nocera inferiore l’autorizzazione a procedere. “Se fanno una cosa simile e ci chiudono il blog – ha concluso Grillo – se ne assumeranno la responsabilità perché noi siamo la democrazia”.
Ma le affermazioni del leader M5S non sono legate solo al caso che coinvolge direttamente il suo blog. Il primo caso citato è quello della
blogger condannata a Varese per diffamazione, giudicata responsabile dei commenti dei lettori. Linda Rando colpevole per i contenuti inseriti dagli utenti sul suo forum online si è difesa così: “Ricorreremo in appello anche perché
sono convinta di non dover pagare per le parole pronunciate o scritte da una terza persona, che non è nemmeno stata chiamata in causa nel processo”. Altro caso, quello di un blogger che forniva informazioni sul degrado urbano della città di Roma,
condannato per istigazione a delinquere: il giudice, dopo che il sito era stato oscurato preventivamente in sede di indagini preliminari, lo ha condannato a nove mesi di reclusione. Sul blog ospitava molti commenti di utenti che si lamentavano dello stesso degrado e anche informazioni su
azioni di resistenza civile diretti contro la piaga delle affissioni abusive. A cui però il titolare del blog era del tutto estraneo.
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