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martedì 7 maggio 2013


Nazifascisti alla riscossa.





“Movimento Fascismo e Libertà” e del “Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori”


di Valerio Valentini
Ad Alagna, un paese di circa 900 abitanti in provincia di Pavia, sono state ammesse, alle prossime elezioni comunali del 26 e 27 maggio, due liste di chiara ispirazione nazifascista. Si tratta del “Movimento Fascismo e Libertà” e del “Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori”. Il primo è un partito politico, fondato nel 1991 dall’ex missino Giorgio Pisanò, che intende “portare avanti con fedeltà e coerenza l’ideologia incorrotta e sempre giovane del Duce Benito Mussolini”. Secondo quanto si legge sul sito del Partito, che inserisce addirittura un fascio littorio al centro del proprio simbolo, la “prima grande certezza del Movimento è che il Fascismo, diversamente da come viene generalmente affermato da molti, è un sistema di governo universale e quindi adatto non solo a governare ogni nazione, ma soprattutto capace di dare risposte e soluzioni alle tematiche di maggiore interesse e importanza di questa porzione di storia mondiale che stiamo vivendo”. Per farlo, però, bisogna “ripartire da dove la storia si era interrotta, ovvero dalla morte del Partito Fascista Repubblicano”. “Fascismo e Libertà” ha anche una pagina facebook, che raccoglie quasi 6 mila iscritti, nella quale sono presenti decine di post che inneggiano a Mussolini (“l’unico Presidente della Repubblica che vorrei”) e offensivi nei confronti della Resistenza (“25 Aprile: lutto nazionale”).
L’altro partito, il “Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori”, è stato fondato nel 2002 e si richiama esplicitamente al Partito Nazista di Hitler. Nel 2006, Pierluigi Pagliughi, il coordinatore del Movimento, dichiarò: “Sono nazista da quando ho venti anni. Non vedo nulla di strano, siamo una formazione politica indipendente, ispirata al partito nazional-socialista: prendiamo spunti dagli ideali dei partiti che in diversi Stati hanno accolto le istanze nazionaliste e socialiste, portate alla massima espressione dalla Germania di Hitler”. Quanto alle atrocità commesse dal suo idolo, Pagliughi ha le idee chiare: “non si parla mai dei morti tedeschi e italiani sotto le bombe americane e alleate. Non credo di offendere nessuno, la guerra è guerra, in un conflitto è normale che la gente muoia. I morti ebrei sono presunti, i campi di sterminio sono diventati tali solo dopo il 1948. Hanno stancato con questa mania di protagonismo”.
Sembra paradossale, dunque, che nell’Italia del 2013 a questi partiti venga consentito non soltanto di fare propaganda e raccogliere proseliti, ma addirittura di partecipare, come qualunque altra forza politica, alla normale competizione elettorale. La Costituzione Italiana, buona ormai soltanto per essere declamata in TV dagli attori, sancisce nella XII Disposizione finale il divieto della “riorganizzazione, sotto qualunque forma, del disciolto partito fascista”. E quand’è che si riscontra questa riorganizzazione? Secondo la legge Scelba del 1952, “quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.
Che questi due partiti rappresentino due chiari esempi di apologia del fascismo, e che intendano ricorrere a metodi antidemocratici svilendo le istituzioni e i valori della Resistenza è evidente a tutti. Eppure, negli ultimi anni, sia le liste del “Movimento Fascista e Libertà”, sia quelle del “Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori” sono state regolarmente ammesse alle elezioni amministrative che si svolgevano in piccoli comuni di Piemonte e Lombardia. Com’è possibile? Per quanto riguarda il primo partito, sono gli stessi coordinatori a dichiarare che “Fascismo e Libertà” ha ottenuto il riconoscimento di piena liceità grazie alle “sentenze di archiviazione e/o piena assoluzione di supposti reati di ricostituzione del disciolto partito fascista e di apologia di fascismo” emesse da decine di tribunali in tutta Italia. La situazione del “Movimento Nazionalista e Socialista dei Lavoratori” sembra ancor più paradossale: “Il reato di apologia di nazismo – spiega ancora Pagliughi – in Italia non c’è. Esiste quello per apologia di fascismo, una cosa diversa da quello che siamo noi”.
Sembra assurdo, quindi, ma anche stavolta questi due partiti di ispirazione nazifascista potranno partecipare alle elezioni. Se davvero – come dichiarano i responsabili dei due movimenti – ciò è reso possibile da eventuali vuoti legislativi o dall’eccessiva vaghezza di certe leggi, allora è necessario che le istituzioni intervengano.

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