BEATRICE LORENZIN MINISTRO DELLA SALUTE ; ECCO COME IL PD E IL GOVERNO LETTA SCHIAFFEGGIANO GINO STRADA E LA SUA PROPOSTA DI RIVOLUZIONE NELLA SANITA’
“Se qualcuno venisse a propormi di fare il ministro della Sanità, risponderei che il mio programma è molto semplice: faccio una sanità d’eccellenza, spendendo la metà di quello che si spende oggi, eliminando il conflitto di interesse introdotto nella mia professione dalla casta politica: il pagamento a prestazione. Il nostro sistema sanitario era uno dei migliori al mondo, la casta, con la complicità dei medici, lo ha rovinato. L’interesse del medico è che la gente stia male, per fare più prestazioni. Ma nove milioni di persone non hanno più accesso alla sanità. Io eliminerei tutto questo. Ecco perché nessuno mi ha mai chiesto di fare il ministro della Sanità, un ospedale, non è una fottuta azienda. La sanità è uno scandalo pubblico”.
Queste le semplici, lineari e condivisibili dichiarazioni di Gino Strada nei giorni scorsi, in cui si ipotizzava un suo coinvolgimento nel nuovo governo in qualità di Ministro della Salute.
Sarebbe stata un’occasione fantastica, per il PD, di dimostrare alla propria base che i principi fondamentali di difesa delle classi più deboli, sui quali il partito asserisce di essere stato costruito dai suoi padri fondatori, sono reali, fattive e concrete.
Queste le semplici, lineari e condivisibili dichiarazioni di Gino Strada nei giorni scorsi, in cui si ipotizzava un suo coinvolgimento nel nuovo governo in qualità di Ministro della Salute.
Sarebbe stata un’occasione fantastica, per il PD, di dimostrare alla propria base che i principi fondamentali di difesa delle classi più deboli, sui quali il partito asserisce di essere stato costruito dai suoi padri fondatori, sono reali, fattive e concrete.
La scelta di Enrico Letta, invece, cade sull’insignificante e inadeguata Beatrice Lorenzin, passionaria berlusconiana della prima ora, che dopo qualche anno in Parlamento deve ancora dimostrare a tutti l’efficacia della sua presenza sulla scena politica, fosse pure in qualità di semplice parlamentare.
Se ancora vi fossero dubbi sul fatto che Letta, nonostante la sua giovane età e qualche abile rappresentazione a corollario delle sue apparizioni pubbliche, sia l’ultimo frutto dell’albero democristiano, ebbene, stasera tali dubbi sono definitivamente fugati.
Se ancora vi fossero dubbi sul fatto che Letta, nonostante la sua giovane età e qualche abile rappresentazione a corollario delle sue apparizioni pubbliche, sia l’ultimo frutto dell’albero democristiano, ebbene, stasera tali dubbi sono definitivamente fugati.
L’abilissima operazione di camuffamento del vecchio, operata con questa compagine governativa attraverso la nomina di ministri “scenografici”, ma senza portafoglio,come Cecile Kyenge, nata nella Repubblica Democratica del Congo, nuovo Ministro dell’Integrazione, ha rivelato i suoi limiti quando si è trattato di nominare il capo di un dicastero come quello della Sanità, vero punto nodale e sofferente della nostra spesa pubblica, il quale è andato ad una figura assolutamente priva di peso e di spessore, totalmente genuflessa a Berlusconi, la quale non potrà far altro che continuare ad apporre la sua firma in calce agli ingenti flussi di danaro pubblico che ogni giorno vanno dispersi attraverso i buchi del colabrodo che sta veramente asfissiando economicamente il nostro Paese: la Sanità.
Con buona pace del valentissimo e ammirevole Gino Strada, e di tutto il movimento popolare che l’avrebbe voluto Ministro della Sanità quale vero e autentico segnale di rinnovamento da lanciare al Paese.
Con buona pace del valentissimo e ammirevole Gino Strada, e di tutto il movimento popolare che l’avrebbe voluto Ministro della Sanità quale vero e autentico segnale di rinnovamento da lanciare al Paese.
E mentre Grillo tuona dal suo blog “ci considerano tutti dei coglioni”, alla luce della nuova mafiosissima nomina al Ministero della Salute, tentativamente insabbiata dallo specchietto per le allodole del ministro di origine congolese, il primo istinto, corroborato da successive tranquille riflessioni, è quello di dargli ragione su tutta la linea.
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