lunedì 6 maggio 2013
LA SILENZIOSA STRAGE NEL CUORE DEL PACIFICO
E’ stato definito “Pacific Trash Vortex”, vale a dire “vortice di immondizia del Pacifico” e, secondo gli studiosi che lo stanno monitorando da almeno vent’anni, ha ormai raggiunto una dimensione pari a due volte l’intera area degli Stati Uniti.
Si tratta di un ammasso di plastica galleggiante che, per effetto delle correnti marine, ha preso forma sin dagli anni ’50,e ha ormai raggiunto una compattezza tale da farne una vera e propria isola, su alcuni punti della quale un essere umano può camminare senza problemi..
Naturalmente il Vortex sta soffocando tutte le isole che abbiano la disgrazia di ricadere nella sua area, ivi comprese, giocoforza, tutte le forme di vita presenti su di esse..
La plastica è comoda, duttile, economica… ma ha una peculiarità demoniaca: non sparisce… si trasforma nel corso di decenni, ma non si distrugge…
Analoghe isole di detriti plastici si trovano, pur se di dimensioni inferiori a quelle del mostruoso Pacific Vortex, al centro dell’Atlantico e del Mar dei Sargassi.
Tutti ne siamo colpevoli, nessuno escluso: ogni più piccolo pezzetto di plastica che disperdiamo nell’ambiente va irrimediabilmente a finire in uno di questi vortici marini, e si trasforma in uno strumento di morte per ogni forma di vita che abbia la sfortuna di imbattersi in questo insormontabile ostacolo alla sua esistenza.
Pensiamoci, pensiamoci bene, prima di abbandonare a terra anche un minimo oggetto di plastica, fosse anche il piccolo tappo di una bottiglia.
Guardate, in questo filmato, come quel tappo – insieme ad altri milioni di microscopici rifiuti – può essere mortale per un essere vivente che, a migliaia di chilometri di distanza da noi, sta serenamente e legittimamente vivendo la sua vita, ignaro della terribile morte che la nostra società gli sta preparando…
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