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domenica 27 ottobre 2013

I TAGLI ALLA SANITA'

Tagli alla Sanità: 1 miliardo di euro in meno nella Legge di Stabilità



Tagli alla sanità


tagli alla sanità nella Legge di Stabilità 2013 ci sono o non ci sono? Una domanda che circola con insistenza tra gli addetti ai lavori dopo la presentazione del testo del governo Letta. La questione è piuttosto complessa perché, se da un lato sono stati eliminati i tagli previsti sui farmaci e le prestazioni sanitarie, dall’altro nei meandri del testo sono comunque stabiliti 1,1 miliardi di euro di tagli a partire dal 2015. Nascosti nelle misure sul personale del comparto sanitario. Resta da capire quali saranno le ripercussioni sull’utente finale, ma è comunque chiaro che l’annuncio in pompa magna ‘niente tagli alla sanità’ non è del tutto veritiero.
Non ci saranno tagli ma solo nel 2014, perché nel biennio 2015-2016 la riduzione totale del Fondo sanitario ammonterà a 1,150 miliardi. Le misure cancellate prima dell’approvazione del Consiglio dei Ministri riguardavano solo i tagli sui farmaci e le prestazioni sanitarie (quelle acquistate dai privati accreditati), mentre la riduzione sul personale è rimaste così come era già stata anticipata nella bozza. Nello specifico verranno riviste le norme sul personale dipendente e convenzionato del Servizio Sanitario Nazionale, con particolare riferimento al blocco dell’indennità di vacanza contrattuale fino al 2017 e a una serie di interventi sul trattamento accessorio. Per tutti viene confermato inoltre il blocco del rinnovo della parte economica del contratto e delle convenzioni almeno per tutto il 2014, con possibile prolungamento anche al 2015.
Il rinnovo di contratti e convenzioni potrà invece essere negoziato ma solo per la parte normativa, senza possibilità di recupero per la parte economica. Toccati anche gli starordinari, con la proroga fino al 2014 del blocco degli emolumenti sui livelli registrati nel 2010 e la decurtazione, a partire dal 1 gennaio 2015, dalle risorse destinate annualmente al trattamento economico accessorio, di un importo pari alle riduzioni operate nel periodo di vigenza del blocco. Infine è prevista la riduzione di un anno (da 5 a 4) della durata dei corsi delle scuole di specializzazione in medicina e la riduzione dal 10% al 4% delle prestazioni socio sanitarie erogate dalle cooperative sociali. Che ripercussioni avranno queste decisioni sul diritto alle cure e alla salute dei cittadini?
E’ evidente che l’impatto di queste norme è molto inferiore a quello che avrebbe avuto il taglio di 1 miliardo e mezzo per il solo 2014 sul Fondo nazionale, che prevedeva un taglio alla spesa per i prodotti famarceutici e per l’acquisto di beni e servizi. A maggior ragione perché la riduzione doveva essere disposta anche per il 2015, portando il risparmio totale per le casse dello Stato a 3 miliardi. Anche così, però, non mancheranno i disagi. Disagi che inizieranno fin da subito, vista l’ondata di proteste e scioperi degli operatori della sanità, che senza dubbio 
renderanno più caldo questo autunno 2013.

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