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mercoledì 20 novembre 2013

Letta: "Il mio governo di larghe intese è figlio del tentativo fallito con Grillo"

La pantomima del governo Pd-M5S (e l’ambiguità di Civati)



Hands down, l’Oscar per la balla dell’anno va alla parabola della “occasione persa dal Movimento 5 Stelle”. Dai, l’avete già sentita.  
E’ quella che “il Pd voleva governare con M5S, ma Grillo ha rifiutato perché è un demagogo\populista che non vuole governare e che sa soltanto protestare e dire le parolacce, e allora il Pd ha dovuto a malincuore (e con una punta di ribrezzo, dice lui) allearsi con il turpe Berlusconi: un sacrificio necessario per salvare l’Italia dal baratro”.
La fiaba, declinata e raccontata in salse assortite, è stata giocata per mesi dagli avversari dei “grullini”, come un jolly da sbattere sul tavolo di qualsiasi discussione politica.
Come dimenticare la raccolta di firme del lato bello della sinistra, la bufala della base M5S in rivolta, la finta petizione “pirata”, nonché i tentativi plurimi di istigazione all’alleanza, anche postumi all’inciucio Pd-Pdl (fra le vittime citiamo Nicola Morra, costretto quest’estate a smentire mezza stampa italiana).
Cosa non è stato architettato per convincere M5S a non perdere l’irripetibile possibilità! Peccato che questa possibilità non sia mai esistita, come ha svelato (si fa per dire, noi lo sapevamo già) un video pubblicato dal Fatto. Bersani ha sfruttato la pantomima della “proposta a M5S” come lubrificante politico. A secco, le larghe intese con Berlusconi avrebbero fatto vedere le stelle all’elettorato del Pd.
E vogliamo parlare della dichiarazione di Quagliariello (“C’era un accordo fra i due principali partiti per non cambiare il Porcellum”)? Sembra il finale di un film, quando il cattivo è così sicuro di averla fatta franca da potersi concedere la goduria di raccontare tutte le sue malefatte, per filo e per segno.
Roba da far appiccare in tutta Italia falò di tessere del Pd (tanto abbondano..): ma nessuna traccia nelle prime pagine dei giornali e nei titoli dei Tg. La maggior parte degli italiani continuerà a credere al grande bluff del Pd.
 A proposito di tessere Pd da bruciare: perché Pippo Civati non cosparge di benzina la sua? Prima delle larghe intese, Bersani aveva strapazzato Civati come una trottola, affidandogli il compito di cucire un’alleanza con M5S. Invece l’accordo con Berlusconi era già in tasca. Adesso Pippo Civati strabuzza gli occhi e urla la sua delusione: ma allora non ci abbiamo provato sul serio! 
Il ragazzo d’oro dei 30.000 euro che vota come un parlamentare Pdl vuol farci credere che lui non ne sapeva nulla. Ma Civati è stato davvero un ingenuo all’oscuro di tutto, oppure è stato un complice? Se è stato un ingenuo, non si capisce come Civati, che si è finalmente reso conto della presa in giro, possa ancora sperare di “cambiare dall’interno” il suo partito. Forse non sbatte la porta perché non è tipo da all-in: preferisce continuare a fare il finto ribelle e aspettare il giro di carte buono. Forse sogna di trasformarsi da due di picche di Bersani in fante di cuori del re Renzi. Se è stato un complice, allora Civati ha davvero un futuro radioso in un partito in cui l’importante è, parafrasando Bersani, conoscere il proprio elettorato, amarlo e prenderlo per il culo.

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