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sabato 1 giugno 2013

Insegnamenti da non dimenticare

ROSSELLA GUADAGNINI – Noi “trafficanti” di sogni e la festa della Costituzione

rguadagniniE’ stata un’agenda, quella politica del governo Monti e poi del governo Letta, a guidare nel bene e nel male in questi mesi travagliatissimi l’Italia, attraverso i flutti di una crisi economica, politica e sociale senza precedenti nella storia della Repubblica. Ma quella che vogliamo aprire oggi e tenere ben aperta davanti a noi è – almeno per una volta – l’agenda di un uomo tra gli uomini, di un prete che aveva a cuore gli ultimi, Don Andrea Gallo. Se non ci avesse appena lasciati, Don Gallo probabilmente sarebbe stato con noi a ‘benedire’ un’impresa che non ha uguali.
Perché la difesa della Costituzione, della propria Carta non ha uguali. E’ questo che siamo chiamati a fare, tutti indistintamente come cittadini, ognuno con il proprio lavoro e il proprio impegno, per dare ancora un senso a una festa della Repubblica che altrimenti senso non l’ha più. Per non passare il nostro tempo – un tempo vitale e prezioso – tra cerimonie e pennacchi, tra sfilate militari e auto blu, tra orpelli e battute di onorevoli in caccia di pubblicità. Perché la Repubblica è molto più di questo, è qualche altra cosa e proveremo a dire quale. Dal momento che il suo senso, al pari del senso della sua Carta fondativa,  si è come smarrito e perciò occorre ricordarlo, a noi per primi e poi anche a tutti gli altri.
Sulla pagina iniziale che inaugura il 2013 dell’agenda di Don Gallo è scritto un auspicio che non può non toccarci nel profondo e rappresenta un testamento spirituale dalla forza ineguagliabile. Dice: “Sempre con coraggio cerchiamo di continuare ad essere ‘trafficanti’ di sogni”. Sì, questo vogliamo essere, e vogliamo esserlo con coraggio contro gli attacchi di coloro che credono nelle falsità e falsità diffondono con ogni mezzo a loro disposizione. Noi vogliamo essere proprio questo: trafficanti di sogni, non di bugie, non di menzogne. Vogliamo essere come quei savi sciocchi e ingenui, uomini e donne, vecchi e giovani, che rappresentano la coscienza civile del Paese.
Una coscienza che troppo spesso è stata “in vacanza”, ma che ora sta tornando presente e viva a combattere il sentimento di vergogna che proviamo quando parlano alcuni dei nostri governanti, quei governanti che non si vergognano mai, che non solo non ci piacciono ma che non ci rappresentano, dato che noi non ci riconosciamo in loro. E non possiamo riconoscerci in loro quando affermano che l’uguaglianza non si dà, dal momento che loro sono più uguali; che la giustizia e la Costituzione sono cosa loro; che la giustizia sociale è non pagare le tasse; che chi è più debole deve soccombere al proprio destino di debole; che la trasparenza del potere non esiste e la responsabilità di chi ha il governo del Paese è qualcosa da risolvere per proprio conto. Quando, infine, affermano larvatamente o anche esplicitamente che la democrazia è ilgoverno dei più furbi.
Questo continuo insulto alla nostra intelligenza e alla nostra buona volontà di lavoratori, di onesti, di contribuenti, elettori e cittadini che credono nei valori della Costituzione è tempo che finisca. Che tacciano infine i propalatori di menzogne, assetati di potere e avidi di professione, incollati a privilegi con cui nascondono la loro indecenza costituzionale. Che facciano silenzio per una volta, almeno, coloro che delle parole vuote – a cui non seguono mai i fatti – e dei vuoti propositi hanno riempito i loro discorsi, le loro menti e i cuori, cercando di svuotare anche noi, le nostre teste e i nostri animi. Perché non di solo pane si vive, anche se – certo – il pane non deve mancare. E il pane della nostra Repubblica è la democrazia costituzionale.
Rossella Guadagnini

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