DOMANI CIPRO POTREBBE VOTARE PER USCIRE DALL'EURO. SI TRATTA DI “DINAMITE POLITICA”


Ci sono due modi di vedere il piano di salvataggio, estremamente controverso, accordato a Cipro nelle prime ore di Sabato mattina, con il quale la piccola isola – nazione (rappresentano solo lo 0,2 % del PIL dell'intera Eurozona, ma i problemi relativi a quest'isola avranno un impatto ben oltre le sue dimensioni; anche su circa 25.000 inglesi presenti in Cipro) ha ricevuto un pacchetto di 10 miliardi di € per il salvataggio, a causa di una serie di condizioni insolitamente difficili nelle quali si trova il Paese.

Il fatto che ha scioccato tutti, incluso l'Open Europe, era relativo all'offerta che comprendeva una “tassa” sui depositanti: il 6,75 % per coloro che possiedono un conto bancario cipriota con meno di € 100.000, e il 9,9 % per coloro che possiedono di più di tale cifra.

Il primo modo di vedere la faccenda è che le “lezioni” sono state apprese. A differenza del caso della Grecia, il debito cipriota scenderà a circa il 100 % del PIL, a seguito di questo accordo. Anche se non è una prospettiva esaltante, comunque non è paragonabile al “cocktail” esasperante di austerità permanente e debito crescente che la Grecia ha dovuto ingoiare (il debito del Paese è al 160 % del PIL di quest'anno). Almeno la combinazione tra la tassa di deposito e le privatizzazioni di Cipro darà al Paese un momento di respiro. L'alternativa, cioè lasciare affondare il Cipro e uscire dall'euro, mostrando al mondo intero che la moneta unica non è più “irreversibile”, sarebbe stato molto peggio.

Il secondo modo di vedere la faccenda riguarda il fatto che, in qualche modo, tutti i salvataggi sono ingiusti – le persone vengono spremute fin quasi a non poter più pagare.

Diciassette ministri delle finanze dell'Eurozona si sono riuniti in una stanza ed hanno deciso che ogni depositante cipriota – sia i super ricchi che i super poveri – si vedrà sequestrare una parte dei propri soldi così di punto in bianco. Ricordiamo che il presidente cipriota Nicos Anastasiades ha esplicitamente promesso nella sua campagna elettorale, solo poche settimane fa, che i depositanti sarebbero stati al sicuro. L'elettorato cipriota ora deve affrontare le perdite sui depositi, nonché anni di austerità (a causa del prestito per il salvataggio). Quel che è peggio, è che i depositi inferiori a € 100.000 dovrebbero essere protetti dal diritto comunitario, e invece i vari leader europei non hanno neanche lontanamente valutato la questione. E cosi le banche di Cipro hanno congelato circa 5,8 miliardi di €, vale a dire hanno imposto dei controlli sui capitali, modalità, tra l'altro, illegale in base alle regole del mercato unico. Questa è dinamite politica. Indipendentemente dalla propria interpretazione, per tutta quell'area radicata dell'Eurozona, tutto ciò rappresenta una chiara vittoria per il governo tedesco e per i contribuenti tedeschi a dispetto dei contribuenti del Sud d'Europa. Quindi per vari motivi, i depositanti ciprioti saranno vittima delle prossime elezioni tedesche che si svolgeranno a settembre.

Che succederà dopo? Beh, il parlamento cipriota voterà per l'accordo domani (dato che il giorno corrente è stato dichiarato “festa civile” in Cipro). Questo sarà il chiodo fisso. Le parti che hanno sostenuto il presidente Nicos Anastasiades contengono solo 28 su 56 MP, quindi non rappresentano la maggioranza. Ieri, Anastasiades ha emesso un severo avvertimento: o si accetta l'accordo di salvataggio, o si farà faccia ad “un collasso completo con una possibile uscita dall'Euro. “

Dato che la posta in gioco è enorme, probabilmente i parlamentari approveranno l'accordo, ma comunque le percentuali in votazione sono vicine – l'aritmetica ci suggerisce che ad ora ci siano 30 a favore e 26 contro, ma tutto ciò è in continuo movimento. Anche se il Parlamento non dovesse rifiutare il pacchetto proposto, ci potrebbe essere ancora spazio per ulteriori negoziati.

Quindi il Format del Bailout è in pratica una scommessa su più livelli. Inoltre è importante dire che le domande della popolazione si soffermano su una questione precisa. Se i depositanti ciprioti sono costretti a pagare oggi , perchè i depositanti spagnoli non potrebbero essere costretti a farlo domani? Vedere, ovunque tu sia, una massa di persone in fila fuori ai Bancomat, è sempre uno spettacolo incredibilmente spaventoso, solo che non so come reagirà la gente quando le banche riapriranno (non si sa ancora quando, dato che il Governo cipriota potrebbe dichiarare come giorni “festivi”, e di chiusura per le banche, anche martedì e mercoledì).

In ogni caso non c'è molto timore che questo “malumore” dei depositanti ciprioti possa contagiare altre parti dell'Eurozona. I leader dell' UE hanno specificato che la “tassa” sui depositanti non sarà mai imposta ad altri Paesi. Del resto visto con gli occhi di un depositante di Barcellona o Bilbao, la Spagna in realtà potrebbe avere poco in comune con Cipro.

L'Eurozona, inoltre, ora ha anche una sorta di strumento di lotta legato al programma di acquisto della BCE (OMT), che può essere utilizzato per non far diffondere il panico da spread in Spagna e in Italia. A questo punto c'è un problema ovviamente. Se il piano di Cipro rappresenta un approccio più assertivo verso la Germania, sarà molto più difficile attivare effettivamente l'OMT, che, a sua volta, dipende dall'accettazione del Paese debitore di essere messo su un programma di salvataggio (bailout); il tutto in condizioni estreme (un prerequisito importante per poter toccare l'OMT).

Cipro è troppo piccolo come Paese per poter “dettar legge”, ma l'Italia e la Spagna?


Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk/finance/matspersson/100023412/tomorrow-cyprus-could-vote-to-leave-the-euro-this-is-political-dynamite/